ANDREA SCALA
(Udine 1820-1892)

Laureato in matematica, a Padova, nel 1842, entrò quindi all'Accademia di Belle Arti di Venezia.

Vinse il premio Roma e si recò nella capitale a studiare. Qui, e poi a Venezia e a Mestre, partecipò ai moti del '48.

Dopo l'Unità fu coinvolto in progetti di grande rilievo. Fece parte di molte commissioni, per il cimitero monumentale di Milano, per la facciata di Santa Maria del Fiore a Firenze (per la quale presentò successivamente un progetto), per il palazzo di giustizia e per il monumento a Vittorio Emanuele II a Roma. A Udine restaurò la Loggia del Lionelli, semidistrutta da un incendio, e costruì la Villa Pradamano di Giacomelli, un esempio del suo gusto architettonico neoclassico.

Ma lo Scala fu soprattutto uno specialista di teatri. Nel suo necrologio (1892) ne furono citati 24, non tutti documentabili. Tra i sui maggiori interventi oltre il teatro di Pisa: T. Sociale di Udine (ristrutturazione), T. Bandeu di Gorizia (ristr.), T. Armonia di Trieste, T. dell'Accademia Musicale di Conegliano, T. delle Logge del Grano a Firenze, T. Sociale di Treviso (ricostruzione dopo l'incendio), T. Manzoni di Milano (con G. Canedi), T. Cagnoni di Vigevano, Massimo di Catania (con C. Sada), Opéra di Bastia.

Sopra, firma in calce dello Scala


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