LA POLEMICA DELLO SCALA
Lo Scala respinse duramente le critiche rivolte al suo primo progetto, ribattendo punto per punto alla commissione, accusandola
addirittura di non essere stata in grado di leggere adeguatamente i disegni.(A fianco il disegno dello Scala con sezione del palcoscenico)
I motivi di contrasto principali
La sala della platea era stata progettata in modo che ciascun ordine di palchi fosse in ritiro di circa 10 cm. rispetto a quello sottostante, assumendo così un andamento "a gradoni" riecheggiante l'anfiteatro classico.
Erano stati inoltre eliminati i corridoi del secondo e quarto ordine, sostituiti da ballatoi poggianti (tramite colonne) sul primo e terzo ordine.
Le obiezioni della commissione e le risposte dello Scala
La commissione ritenne che i palchi degli ultimi ordini divenissero così troppo piccoli e che i ballatoi, troppo stretti, fossero inadeguati in caso di pericolo. Lo Scala ribattè con i calcoli: i palchi del quinto ordine risultavano di soli 20 cm. più piccoli dei palchi della Pergola mentre i ballatoi (ognuno dei quali serviva solo sei palchi) erano di 15 cm. più stretti dei corridoi del teatro fiorentino.
Il secondo progetto (elaborato secondo le indicazioni dei revisori) era accompagnato da una lettera in cui l'architetto accusava la commissione di volere "un teatro del tutto simile a quelli di usuale costruzione eliminando qualunque concetto di sensibile miglioramento".
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